Perché a volte è questione di… postura

Forse non tutti sanno che la CSS non si avvale solamente di allenatori qualificati per seguire i propri atleti in vasca, su due ruote o su strada. Ci sono altre figure professionali che affiancano lo staff tecnico, in modo da migliorare non solo la performance sportiva, ma anche la vita quotidiana di ogni atleta.

Una di queste figure è quella di Francesco Pagan Griso, professionista che svolge per squadre di pallanuoto l’attività di preparatore atletico posturale. Di cosa si tratta?

«La postura è l’espressione del nostro vissuto – ci spiega Francesco – ed opera per evitare il dolore, economizzare il movimento e perseguire il bisogno. È una strategia adattativa, antalgica e compensativa che entra in azione ad ogni trauma del nostro corpo».

Chiunque ha presente come, qualche giorno dopo una lieve distorsione ad una caviglia, misteriosamente inizi a far male l’altra. Si tratta proprio di un fatto di postura: «Spesso il corpo modifica il proprio assetto e cambiamenti continui di postura dovuti a distorsioni, fratture, ma anche piccoli infortuni, diminuiscono la capacità del nostro corpo di compensare, facendo sorgere dolori che magari rischiano di diventare cronici». A tal punto che, per esempio, un dolore alla schiena possa essere dovuto alla camminata oppure alla masticazione.

Il lavoro di Francesco, laureato in Scienze Motorie e che possiede uno studio a S. Michele Extra, mira a dare agli atleti consapevolezza corporale e posturale negli esercizi della vita quotidiana. Un ruolo importante nella sua attività è dato dallo yoga, adoperato come base di partenza nel lavoro con gli atleti. Con l’ausilio di posture yoga, Francesco mette gli atleti in condizione di porre il corpo in tensione posturale, con l’obiettivo di comprendere com’è meglio lavorare e, infine, concepire un controllo ottimale di esso.

Fondamentale, oltre all’aspetto curativo, è quello di prevenzione degli infortuni, a tal punto che Pagan Griso segue tanto le giocatrici di serie A2 quanto i piccoli atleti di 9, 10 e 11 anni.

«Il mio cruccio è quello di chi arriva a cinquant’anni e non può più fare sport – dice Francesco – dunque cerco di insegnare un modo per fare uno stretching globale posturale decompensato». Il che significa conoscere come funziona il nostro corpo, scoprendo come riequilibrare lo sbilanciamento dovuto ad un trauma.

«La postura è l’espressione del nostro vissuto ed opera per evitare il dolore, economizzare il movimento e perseguire il bisogno»