Pallanuoto A1/F: alle Monte Bianco arriva Roma, Css a caccia di punti

Il portiere Divina Nigro

Il portiere Divina Nigro, arrivata nel precampionato dalla Kally Nc Milano (immagine New Art Photo)

CSS VERONA - SIS ROMA

SERIE A1 2018/19

6^ giornata

01/12/2018, ore 13.45
Piscine Monte Bianco (Verona)

Nel fine settimana ritorna la serie A1, dopo la sosta di campionato del weekend scorso. Si profila un impegno difficile, quello della Css Verona, che per il sesto turno del girone di andata affronterà la Sis Roma. Nella vasca maggiore delle Piscine Monte Bianco, con inizio alle 13.45, le ragazze di Giovanni Zaccaria proveranno ad insidiare la squadra giallorossa, che ambisce a stazionare stabilmente nella parte alta della graduatoria.

Il morale nello spogliatoio gialloblù è alto, per merito della prestazione gagliarda sfoderata a Rapallo nell’ultimo turno. Prandini e compagne hanno combattuto alla grande contro uno dei club più quotati della A1, venendo sconfitte solo di una rete e sciupando pure qualche occasione per impattare il risultato. Un altro piccolo passo nel percorso di crescita della Css, che ora si troverà di fronte una squadra che arriva da due vittorie consecutive. La Sis nell’ultima giornata ha conquistato i tre punti sconfiggendo Milano nelle acque amiche per 12-10. Finora la squadra di Capanna ha fatto solo due mezzi passi falsi, pareggiando all’esordio proprio con Rapallo e venendo superata di misura dalla corazzata Catania. Da tenere d’occhio, nelle fila giallorosse, c’è la giovane Domitilla Picozzi, quarta nella classifica marcatori 2017/18 dietro alle catanesi Bianconi, Garibotti e Van der Sloot.

Ultima arrivata nel gruppo di Zaccaria ed ex allieva proprio di Capanna, a parlare del momento della Css è il portiere cosentino Divina Nigro, al quinto anno in massima divisione nonostante la giovanissima età di 21 anni.

Come avete trascorso la sosta di campionato?

«Personalmente ho approfittato del fine settimana libero per tornare a casa. Ma la settimana scorsa abbiamo fatto un lavoro molto intenso: mancando l’appuntamento di campionato, Zaccaria ne ha approfittato per caricare in vista dei prossimi match. Dopo Roma arriveranno infatti altre partite molto difficili e decisive per l’esito del nostro campionato. Pure questa settimana è stata impegnativa sotto questo punto di vista».

Cosa è cambiato in voi dopo la prestazione di Rapallo?

«Credo che la squadra abbia acquisito un certo grado di consapevolezza sul fatto di potere veramente giocarsela con quasi tutte le squadre. Magari non con Padova e Catania, ma con le altre sì. Se giochiamo come abbiamo capito di poter fare, possiamo almeno dare fastidio a queste realtà che hanno sicuramente qualcosa di più dal punto di visto tecnico. Noi siamo un gruppo di matricole con solo qualche giocatrice con esperienza nella categoria. Ma, a parte errori causati dal non aver mai giocato in A1, siamo andate a Rapallo volendo mettere le avversarie in difficoltà e alla fine, anche se forse ci avevano preso un po’ sotto gamba, l’abbiamo fatto».

Con la Sis Roma sarà più facile o più difficile?

«Roma ha più individualità rispetto a Rapallo che è più squadra. Le laziali posseggono un organico nuovo con un allenatore arrivato qualche mese fa. Ci sono tanti inserimenti e quindi il loro gruppo non è ancora amalgamato. Nel collettivo hanno tutti elementi buoni, per noi sarà importante tenere d’occhio quelli più temibili. Forse potremo giocare sulla loro mancanza di certi automatismi, che si acquisiscono solo giocando assieme da tempo».

Sei l’ultima arrivata del gruppo… come hai preso la strada di Verona?

«A dire il vero stavo valutando, per problemi personali, di non giocare in A1. Sarebbe stata una scelta presa a malincuore, perché comunque sono giovane. In realtà poi ho deciso di darmi un’altra opportunità e qui è capitata la chiamata di mister Zaccaria, che mi ha coinvolto con il suo entusiasmo nel progetto di una squadra nuova che ha l’obiettivo della salvezza».

Quali qualità trovi nella vostra squadra?

«Certamente non siamo una squadra di prima fascia, ma un gruppo che sta crescendo. Il gruppo l’ho notato fin da subito, e lo dico consapevole che probabilmente non sono una persona che fa gruppo. Sarà il mio essere portiere, un ruolo a sé rispetto agli altri, ma avevo un po’ di timore sul come sarei stata accolta. Invece fin dal primo giorno, quando Giorgia [Prandini, nda] è venuta a prendermi in stazione, lo spogliatoio è stato molto carino. La cosa che mi ha tanto stupito, poi, è l’entusiasmo con cui le ragazze stanno vivendo la A1. Ho visto più di una realtà e, forse per la composizione del nostro gruppo attuale, c’è un gruppo voglioso. Le giocatrici vedono la A1 ancora come un sogno e questo mi ha fatto rendere conto di questo: la pallanuoto è un gioco e noi dobbiamo divertirci. Un’atleta che gioca da tanti anni forse questo aspetto lo perde. Qui le ragazze lavorano, si allenano ed è lampante quanto a loro piaccia farlo».