Pallanuoto A1/F: Css, voglia di ripartire tra le insidie di Trieste

Giorgia Peroni, centrovasca della Css Verona

Giorgia Peroni, centrovasca della Css Verona

SERIE A1 2019/20

Pallanuoto Trieste - Css Verona

5a giornata

Piscina “Bruno Bianchi”, Trieste
02/11/2019, ore 17.00

Dopo più di una settimana, è il momento di ritornare in acqua per la Css Verona. La squadra allenata da Giovanni Zaccaria si accinge ad affrontare la trasferta sul campo della Pallanuoto Trieste, valida per la quinta giornata di serie A1.

La Css è reduce dalla brutta sconfitta casalinga rimediata dal Plebiscito Padova. Nell’occasione la compagine delle Piscine Monte Bianco ha confermato la grande attitudine difensiva, mancando però quasi totalmente in attacco. Alla lunga le campionesse padovane hanno capito come insinuarsi nelle maglie gialloblù, terminando per prendere il largo.

Prandini e compagne, dopo la grande delusione, vogliono rifarsi contro una delle neopromosse in massima serie. La Pallanuoto Trieste è per ora in fondo alla classifica con zero punti, frutto di quattro sconfitte in altrettanti incontri. Tuttavia la Css dovrà fare molta attenzione a Cergol e socie le quali, dopo i netti rovesci subiti da Roma e Catania, se la sono decisamente giocata a Boglasco e, nell’ultimo turno, hanno portato Milano al fotofinish.

Le due squadre si sono già affrontate nel turno eliminatorio di Coppa Italia, con la Css vittoriosa per 12-10 grazie ad una cinquina di Alogbo. Ad introdurre la gara è il centrovasca Giorgia Peroni.

Giorgia, com’è stato il morale in spogliatoio nei giorni post-Padova?

«Dopo la delusione, il morale si è risollevato nel giro di qualche giorno. Abbiamo parlato moltissimo della sconfitta contro il Plebiscito, sia tra noi giocatrici che con il mister, ed abbiamo compreso in cosa siamo mancate. Non ci aspettavamo di vincere o pareggiare, ma pensavamo di poter fare una bella prestazione e così non è stato».

Vi siete date una spiegazione a freddo di uno scarto così ampio?

«Per quanto potessimo costruire, non eravamo in grado di finalizzare. Tutto ciò, durante la partita, ci ha fatte demoralizzare. Di conseguenza sia il gruppo che le singole atlete hanno cominciato a mancare nel gioco. Dall’esterno mi hanno riferito che sembravamo impaurite dall’attaccare, ma per me è stato solo un fattore psicologico, dopo due tempi in cui non siamo state in gradi di fare quello che volevamo. Poi, è doveroso chiarire che il Plebiscito è una squadra di tutto rispetto, ci mancherebbe. Personalmente penso che forse fossimo anche un po’ scariche di testa dopo il match perso di misura contro Milano pochi giorni prima».

Come avete lavorato nella settimana abbondante che vi porta alla partita di Trieste?

«Sul piano atletico il nostro allenamento non è stato molto diverso dal solito. Di sicuro i giorni in più ci hanno aiutate a riprenderci con la testa ed a ritrovare il gioco di squadra, in vista del match che dovremo affrontare».

Parliamo di ciò: in che modo definiresti l’impegno che vi aspetta?

«Sarà innanzitutto un incontro caratterizzato dalla tenacia agonistica. Sarà un match di squadra, giocato da un gruppo molto unito contro un altro gruppo altrettanto consolidato nel tempo. Infine sarà una partita importante perché ci darà modo di riprendere il discorso interrotto, non tanto dalla sconfitta con Milano ma da quella contro Padova».

Due anni fa a Trieste rimediaste una dura sconfitta. Tu eri presente: cosa ricordi di quella partita?

«Sinceramente non ricordo che ambiente avessimo trovato, anche perché quando gioco cerco di focalizzarmi soltanto sul campo gara. Però devo dire che, anche per averci già giocato con la Mestrina, quel campo lo trovo decisamente impegnativo. Ovvio che se non saremo pronte a dare il 110 per cento sarà difficile fare risultato».

Come stai vivendo questo secondo anno di A1 con la Css Verona?

«Trovo sia tutto meraviglioso, è proprio un sogno. Puntiamo a replicare e migliorare quanto già fatto, ma allenarsi, discutere e parlare anche delle sconfitte è ogni giorno qualcosa di regalato».

Vi allenate molto… ma quali sono le tue passioni oltre alla pallanuoto?

«Amo moltissimo lo sci, anche se il mister comprensibilmente blocca queste attività che potrebbero portare a rischi inutili per il nostro fisico. Un sogno che ripongo in un cassetto è la patente di guida sportiva. Adoro seguire la Formula 1 e chissà che, un giorno, non ci siano tempo e modo per seguire questa passione. In generale però amo tutti gli sport, specialmente quelli acquatici. Seguo con molto interesse, anche professionale visto il mio ruolo di allenatrice, il nuoto sincronizzato. Poi mi piacciono la pallanuoto, ovviamente, e i tuffi. Invece devo ammettere che il nuoto in sé mi annoia un po’, sia da praticare che da guardare».